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A Monopoli (BA) la mostra di Renato Mambor - Opere recenti Luogo:
Monopoli, Studio darte Fedele
Mambor è stato uno dei protagonisti della scena artistica romana degli anni 60, compagno di strada di Tano Festa, Franco Angeli, Pino Pascali,Mario Schifano, Mario Ceroli, Cesare Tacchi, Jannis Kounellis, esponenti di una generazione destinata a lasciare il segno nella storia dellarte italiana del Novecento. Quella di Piazza del Popolo, tra gli ultimi anni 50 e i primi 60, fu una densa e fertile stagione vissuta da quegli artisti che seppero assorbire lo straordinario clima della città creando uno stile. Uno stile in bilico tra opera e comportamento, tra materia e immagine, tra impegno e nichilismo. Il loro andirivieni nella magia di questa piazza ha tessuto quella trama che oggi possiamo riconoscere come una delle esperienze più esaltanti dellavventura moderna in Italia (Da unintervista di Federica Pirani al gallerista Plinio De Martiis, pubblicata nel catalogo della mostra Roma Anni 60 Al di là della pittura, Roma Palazzo delle Esposizioni, 20 dicembre 1990-15 febbraio 1991). Così scrive Lia De Venere in catalogo : "Un filo rosso lega le diverse fasi della ricerca artistica più che quarantennale di Renato Mambor: una costante e concentrata attenzione nei confronti dellinterlocutore, che ha caratterizzato lintera produzione dellartista romano, pur assumendo di volta in volta modalità diverse. Mambor ha costruito tale rapporto, non agendo sullampia tastiera delle emozioni, ma spersonalizzando programmaticamente il processo creativo, raffreddando al massimo limmagine. Ci è riuscito attraverso una figurazione lontana da ogni tentazione narrativa e volutamente convenzionale, che nella presa di distanza dalla realtà non ha voluto segnare il proprio algido isolamento, ma aprire invece degli interstizi in cui losservatore potesse operare attivamente e dare fondatezza allo statuto di opera aperta che Mambor ha sempre attribuito ai suoi lavori" (...)" Un atteggiamento condiviso dalle neoavanguardie degli anni 60 e che Achille Bonito Oliva ha avuto occasione di definire cordiale neutralità, una sorta di inespressività tuttaltro che casuale che contraddistingue ogni momento della ricerca di Mambor, prendendo corpo in meditate scelte tecniche e formali: la tela grezza priva di qualsiasi tipo di preparazione, lassoluta bidimensionalità dellimmagine, le stesure cromatiche piatte e opache, ma anche la suddivisione della superficie del quadro in pannelli contigui, la separazione netta tra forma e colore, la mancanza di coordinate spaziali e temporali definite. E che trova un carattere qualificante nella presenza ricorrente della figura dellartista una silhouette memore della grafica sintetica e al tempo stesso pregnante dei rebus, solo a volte segnata da una cromia corsiva e antinaturalistica la quale, collocandosi di fronte o di spalle rispetto allosservatore, di lato o al centro del quadro, lo invita ad entrarvi, a farne quasi parte integrante". In mostra una selezione di dipinti recenti, in cui tornano alcune tematiche affrontate in passato. Accompagna la mostra un catalogo (Edizioni L'immagine) con un testo critico di Lia De Venere, una nota biografica e le foto a colori delle opere.
Per informazioni e immagini ad alta definizione contattare: artspeaker@libero.it
Studio
darte Fedele
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