LUGLIO 2012

POESIA


MARTANO

Comincia col dire quello che avresti voluto
fare dire capire i palchi la nuova casa
che io mi sento ormai morto anche
se a quest'ora in piazza a Martano
l'Emporio è quello che più mi attrae
i Coloniali queste scritte che conservano
la fragranza dei tuoi padri di pasticcio
le sciocche cortesie di vecchine di velluto
per me distratto al tramonto
vinto da maliose scoperte gli occhi nel vuoto
come sempre... come sempre hai saputo.

(...)

Antonio L. Verri

 
 

 

MAGGIO 2012

POESIA

AGAVE

Ti assaporai troppo poco
nella sciarpa-placenta
in equilibrio sulle forze
di nulla e tutto e nulla
a cui mi condannasti

e ora adocchio i tempi morti
tra un capello grigio e l’altro
specchiando in opache sospensioni
le giornate diluite di parola in parola
tra una marlboro e un atomo d’ansia
che d’un tratto taglia il respiro
sprecando energie
in spurie allusioni di un in-per-ex-sistere
mai così distante dall’esistere
nei disperati oltraggi natii
concupiti dall’anteriore peste
dei retrobottega ospedalieri;

è strano stasera riscoprirti madre
simulandomi un vivere sereno
in sfoggi di pallide gioie,
mentre hai dolci fattezze
come quando sfiorandomi i capelli
la prima volta
(uscito da un nulla premuroso
per entrare in un nulla osceno)
mi salutasti sorridendo.

Gian Marco Griffi

 
 

 

APRILE 2012

POESIA

AD ALTRI DA TE

Amico da nemico io ti sfido.

Tu con monete false nelle borse degli occhi,
Tu amico mio dall'aria accattivante
Che per vera mi rifilasti la menzogna
Mentre spiavi bronzeo i miei più gelosi pensieri,]
Che mi allettasti con luccicanti pezzi d'occhio]
Finché il dente goloso del mio affetto trovò il duro]
E scricchiolò, e io inciampai e succhiai,
Tu che ora èvoco a stare come un ladro
Nella memoria, moltiplicato da specchi,
In sorridente inobliabile atto,
Mano lesta nel guanto di velluto,
E un martello contro il mio cuore,
Eri una volta una tale creatura, un così allegro,]
schietto, spassionato compagno,
Che non avrei mai detto né creduto
Mentre una verità spostavi nell'aria,

Che per quanto li amassi per i loro difetti
come pei loro pregi,
I miei amici non erano che nemici su trampoli
Con la testa fra nuvole d'astuzia.

Dylan Thomas

 
 

 

LUGLIO 2010

POESIA

AGOSTO ITALIANO

Ho potuto intravedere l'altrove
dietro l'ombra lunga del pomeriggio
quando in estate attendevo mia madre.
E lei tornava con l'odore di terra

e poi di cotogno e poi di spine
e poi di cardi e poi di papaveri.

Non ha mai inventato risposte ai miei perché
abbracciando i frangenti del cielo pezzato
in cirri metallici, traccia nell'aria i segni
"di qui passa tutto" e altre vanificazioni.

Che poi sui muri a secco era disegnata
l'onda, un sonaglio dei rami di edera
i resti dei coleotteri, la striscia verde di malva
e per questo non restava la parola.

Mario Desiati

"Le luci gialle della contraerea", LietoColle 2004


 
 



DICEMBRE 2009

MUSICA

Psiche - Paolo Conte

Paolo Conte

 

NOVEMBRE 2009

PITTURA



Nora Ferruzzi

 
 

 

APRILE 2007

 
 


FOTOGRAFIA



Baia delle Zagare
1975

Franco Fontana

“Franco Fontana inventa i colori del mondo con l’innocenza che hanno solo i bambini o gli artisti"
Enzo Biagi


 
 


FEBBRAIO 2007

 
 

FOTOGRAFIA



Puglia
Franco Fontana


POESIA

 
 

 

ESTATE

C'è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra. E' una luce che sa di mare.
Tu respiri quell'erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.

Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un'erba che so,
con un tonfo. Così trasalisci tu pure
al sussulto del sangue. Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d'aria
e il prodigio sei tu. C'è un sapore uguale
nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.

Ascolti.
Le parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
con un tonfo, e ne stilla una pena antica
come il succo dei frutti caduti allora.

Cesare Pavese

 

 
 
PITTURA
 
 

 

Francesco Peri - Pezzi di Mare

Pezzi di Mare
Francesco Peri

 
 

 

MAGGIO 2005


NARRATIVA

 
 

 

"(...) Poi, per un lungo tratto, si camminerebbe sul mare saltando sulle punte degli scogli, tra grosse pentole d'acqua piene di alghe ramose come piovre, vive d'un moto scorrevole simile a quello dei muscoli addominali in una danza orientale. Il mare, appena libero, avrebbe i colori più belli, come i minerali raccolti nei musei: quei rossi, quei verdi infidi, gialli di zolfo, bianchi smemoranti d'argento sotto il sole. E si vedrebbero lontano scogli più alti, anch'essi di quei colori secondo l'ora ed il tempo, talvolta rapiti in su in un raggio bianco diretto, talvolta rossi come per una luce che vi fosse accesa di dentro. (...)"
brano tratto da:
Michelangelo Antonioni
"I film nel cassetto"
Marsilio 1995

 

 
 

CINEMA
 
 

 

Inès Sastre

Al di là delle nuvole
(Antonioni, Wenders)

 
 

 

FOTOGRAFIA

 
 

 

Vittorio Rocchetti

Fotografia di
Donata Wenders

 
 

 


NARRATIVA

 
 

 

"(...) Non c'è sempre bisogno di varcare gli oceani per conoscere una storia da non dimenticare"

"Camminando
si apprende la vita
camminando
si conoscono le cose
camminando
si sanano le ferite del giorno prima
Cammina
guardando una stella
ascoltando una voce
seguendo le orme di altri passi
Cammina cercando la vita
curando le ferite
lasciate dai dolori
Niente può cancellare il ricordo
del cammino percorso"

Rubén Blades


tratto da:
Pino Cacucci
"Camminando"
Feltrinelli 1996