Questi alcuni titoli che suggeriamo:
The
castle of Otranto
di
Horace Walpole (Rizzoli)
-
romanzo
Nel 1764 il fascino del castello di Otranto ha ispirato
una delle più note penne della Gran Bretagna, inaugurando
un nuovo genere di romanzo, quello gotico.
Con l'opera, infatti, che tutta Europa lesse e imitò in vari
modi, lo scrittore londinese, figlio del primo ministro Robert Walpole,
ha fissato i caratteri di una precisa tipologia letteraria, introducendo
l'irrazionale nella raisonnable narrativa del Settecento.
In uno scenario di innegabile suggestione, fatto di paesaggi
notturni, di cieli tempestosi, di passaggi segreti e rumori misteriosi,
si muove la fanciulla indifesa, il malvagio in preda di indomabili
e perverse passioni, l'eroe.
Otranto di
Roberto Cotroneo
(Mondadori, Milano, 1999 - tradotto in Germania) - romanzo
"La prima volta che ho visto Otranto ho pensato che era un posto
buono per scriverci un libro. Otto anni dopo l'ho fatto. E' il romanzo
dei colori, dei misteri, del mare, della luce. Otranto è quasi
un libro iniziatico, pieno di riferimenti, di storia, di suggestioni.
Forse è il libro che amo di più, tra quelli che ho scritto.
E che mi emoziona rileggere.
Un sud particolare, quello del Salento, che è una terra magica
e vitale".
Biografia
dell'autore
L'ora
di tutti di Maria Corti (Bompiani, Milano, 1962 ) -
romanzo storico ambientato ad Otranto (LE).
"A Otranto la scrittrice era approdata ragazza dietro il lavoro
del padre.Attraccata nel porto avevo una barca, la chiamavo
la mia piccola Loreley mi disse durante unintervista.
Il Salento era diventato la sua seconda casa, il treno Milano Lecce
il mezzo che legava due destini diversi, quello di filologa appassionata
e battagliera e laltro di narratrice. La Padania e il Mediterraneo.
Le nebbie e il sole". Raffaele Nigro.
Mistandivò
di Livio Romano (Einaudi Stile Libero, Torino, 1991) -
romanzo
"Le avventure di un gruppo di vitelloni di provincia in cerca
di un centro di gravità nel Salento della taranta e della grande
fuga al Nord".
Si racconta infatti di alcuni trentenni che viaggiano, studiano, cercano,
amano ed odiano il Mezzogiorno. La lettura è piacevolissima
e coinvolgente.
Livio Romano ha uno stile espressivo molto originale: i suoi personaggi
parlano una lingua "mista", in cui è sorprendentemente
ben rappresentata la loro realtà. La vita di ognuno segna un
percorso di crescita e scoperta, e se inevitabile è la simpatia
che proviamo seguendoli nella lettura, altrettanto inevitabilmente
s'impone la riflessione. Da leggere.
Biografia dell'Autore
Terroni di Giancarlo de Cataldo (Garzanti)
Nato a Taranto, è magistrato. E autore di romanzi polizieschi,
reportage dal Sud e dalle carceri, sceneggiature per la Tv. Ha pubblicato
Nero come il cuore (Interno Giallo 1989), Minima criminalia
(manifestolibri 1992), Terroni (Theoria 1995), Il padre
e lo straniero (manifestolibri 1997), Teneri assassini
(Einaudi 2000). Con lo psichiatra Paolo Crepet ha scritto I
giorni dellira. Storie di matricidi (Feltrinelli
1999).
"La
luce incantata. Viaggio sentimentale attraverso il Gargano"
di Antonio Motta.
Lo scrittore vive a San Marco in Lamis (FG) dove dirige il "Centro
Documentazione Leonardo Sciascia". Tra le sue numerose opere:
le monografie "Rigoni Stern" (La Nuova Italia, 1982) e "Invito
alla lettura di Strati" (Mursia 1984), le prose "La luce
incantata. Viaggio sentimentale attraverso il Gargano" (Quaderni
del Sud, 1992), "Con Bufalino nellatelier di Guccione"
(Il Girasole,1997). Ha curato le antologie "Il sereno pessimista.
Omaggio a Leonardo Sciascia" (1991), "Vita di Padre Pio
attraverso le lettere" (Oscar Mondadori, 1995), "La
terra dellOfanto. Poeti e scrittori attraverso la Puglia
(Lacaita, 1998).
Porto
di mare di Livio Romano (Sironi, 2002)....
Un altro libro di Livio Romano e un'altra storia coinvolgente ambientata
nel Salento: "due ragazzi s'inventano, per sbarcare il lunario,
di aprire un piccolo stabilimento balneare (tutto di strutture provvisorie,
'a basso impatto ambientale') nei pressi di Portoselvaggio: una delle
poche zone davvero incontaminate nel Sud d'Italia. Quando vanno in
Comune a chiedere i permessi, gli si dice che no, non si può:
è depositato, e sta per essere approvato, il progetto di costruire,
proprio in quell'area, un porto turistico per duecento imbarcazioni,
con tutte le infrastrutture annesse e connesse. In paese, non ne sapeva
niente nessuno. E' così che sorge il 'Comitato per la salvaguardia
di Serra Cicora', costituito da una trentina di persone dalle provenienze
più disparate: dai 'rifondaroli' altamente politicizzati ai
più sognanti ecologisti, da quelli che darebbero la vita per
una pianticella di timo fino a quelli che - come il narratore
- semplicemente non accettano che una scelta così importante,
che riguarda direttamente la vita di tutti i compaesani, sia compiuta
alla chetichella, senza pubblico dibattito e confronto. Il racconto
della battaglia civile sostenuta dal Comitato costituisce l'armatura
di questo 'reportage narrativo' di Livio Romano, che volentieri divaga
nella rappresentazione ironica e appassionata del Meridione d'Italia
e ne mette in scena i microsistemi sociali: dalla politica all'impresa,
dalla scuola alla Curia vescovile, dalla gioventù rampante-modaiola
a quella alternativa. Il tutto animato dal godibilissimo 'novellare
ameno' per il quale Livio Romano si è già fatto apprezzare
da critica e pubblico".
Una proposta di lettura assolutamente da non perdere, di un autore
socialmente impegnato.
Leggete l'interessantissimo dibattito tra Giulio Mozzi, lo scrittore
che cura la collana "Presente indicativo", di cui fa parte
"Porto di mare", e Livio Romano: cliccate
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