Dalle
chiese di Puglia un messaggio per la pace:
spettacolo di teatro-musica con Pino Caruso
Interpretato
da Pino Caruso, debutta a Trani (18 Dicembre, Chiesa S. Giuseppe,
ore 21, ingresso libero) lo spettacolo di teatro-musica "Quel
pezzetto di cielo", liberamente tratto da "I diari di Anne
Frank", testo e regia di Giovanni De Feudis. Si rinnova così
l'annuale appuntamento con il quale il regista De Feudis, che si avvale
della collaborazione di Gianluigi Belsito, propone un modo diverso
di riflettere il Natale attraverso l'arte, unendo la sacralità
di un luogo e di un momento alla drammaticità di un argomento
di forte attualità.
Se nelle passate festività sono stati affrontati temi forti
quali la violenza sui bambini, la pena di morte, la maternità
negata, con interpreti come Giorgio Albertazzi, Arnoldo Foà
ed Elisabetta Gardini, quest'anno la scelta si è indirizzata
su una guerra simbolo e su un eccidio tragicamente passato alla storia,
l'Olocausto ebraico. E con questo evento si intende lanciare un grido
di pace contro ogni forma di atrocità.
Lo spettacolo (il pezzetto di cielo del titolo si riferisce a quello
spicchio di libertà che si intravedeva da una finestra del
rifugio della famiglia Frank) si avvale di un'orchestra di 11 elementi
diretta da Vincenzo Anselmi, autore delle musiche originali, ed ha
come interpreti, oltre Caruso nel ruolo di Otto Frank, Beatrice Orlandini
(Anne), Franco Silvestri (Otto da giovane), Mariella Parlato (Edith),
Elena D'Anna (Margot), Davide Quatraro (Peter), Savio Nevola (Ufficiale)
ed il soprano Antonietta Cozzoli (Miep).
Coreografie di Alessandra Puglielli.
Repliche il 19 a Corato (Chiesa Maria SS. Incoronata) ed il 26 a Ruvo
di Puglia (Chiesa di S. Giacomo Apostolo).
Info: www.lafabbricadioz.it
A distanza di oltre mezzo secolo da quelle vicende che sconvolsero
la storia, traendo spunto dalle parole di una tredicenne scritte nella
tragica estate del 1944, l'attualità ci spinge ancora a chiedere
quella pace e quella serenità che per la piccola Anne rappresentavano
un sogno proibito, le sue speranze clandestine.
