C'è
un posto in Salento dove la terra si fa bagnare dal mare con una dolcezza
infinita.
E' liscia come un corpo modellato dall'aria, i fiori crescono fra
le rocce con il loro profumo da capire.
Risplende tutto col sole ed il vento di tramontana.
La scogliera alla sera è lucida come quando si è commossi
e pieni di gioia, il cielo d'azzurro vivo.
Ho visto l'aria aprirsi sul mare come una pesca matura, tingere
il cielo durante il tramonto. Sembra un miracolo il sole
che scompare in una manciata d'istanti, lasciando un profumo di fresco
tutto intorno che tocca la cima degli alberi e da lì cola nell'anima
come un liquido di quiete, silenzioso e vicino.
Poco distante voci che si chiamano. Un cartello fra i cespugli
dice "Qui la natura è protetta", il sole è
nelle cose, nella linfa. Sentire i capelli sulla sabbia diventare
radici e cercare l'acqua, il battito del cuore farsi più forte,
il mare un vestito per l'anima.
A volte, guardando il cielo, sdraiata, con il sole che faceva brillare
tutto e socchiudere gli occhi, mi dicevo questo è il fondale
d'un altro mare.
Ho camminato sulla roccia sporgendomi sino a sentirmi avvolgere
dall'alito caldo salato, e poi le dune di sabbia rotonde
e dorate dal sole, polvere di miele e verdura su una tavola apparecchiata.
In quei momenti ho pensato alla semplicità bellissima, perfetta
e logica della natura. Ho pensato questo è un piccolo luogo
da custodire, d'accarezzare.
A Porto Cesareo, di ritorno dall'isola, un pescatore con la
pelle salmastra scritta dal sole. Il tempo negli occhi; gli occhi
erano lucidi.
Mi ha vista guardare il mare.
Volevano quello scoglio per costruirci qualcosa... una delle
loro cose... Se dovesse finire qui anche una sola goccia di cemento,
è finita.
Non succederà, gli ho risposto sorridendogli e sentendomi lucida.
Non succederà...
Parco Naturale di Torre Castiglione (LE)
agosto 2004