Venezia. Cronaca di un ritorno


Venezia. Che strano tornare,
saper di ritrovare tutto quanto intatto,
eppure…
sentirsi diversi.
Le gondole,
arie di tramonto, di libertà…
le stradine che s'incrociano,
altri passi
da sfiorare appena con lo sguardo.
Ognuno con i segni
di una storia tra le mani.

Non troppo tempo è trascorso.
Altre vite ho accanto.
(Si allungano le ombre…).

Ricordo ancora il fischio del treno
che mi portava
a un'altra stazione.
Quella volta la tua voce
mi giungeva a tratti
dai canali polverosi,
e i miei occhi fermi ti guardavano
come luci di mattino ridente.

Venezia. Una bellezza grigio peltro
Per un nodo di gemme nell'universo.

Mi sentivo tesa verso il cielo, eterna,
come il sole dietro la laguna.
Le stelle, i mulinelli…
La luce soffusa di un bar,
una risata lontana.
San Marco infiorava i miei sogni sospesi,
giostra d'ansanti emozioni…

E poi il fischio del treno.
Pioveva. Ma ero felice.

 

Sabrina Greco

 


 

 

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